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L'Università e la laurea

Emergenza rifiuti in Campania: ancora proteste

Ecopass a Milano, per la mobilità sostenibile

Dopo le elezioni, ancora violenze in Kenya

 

L'Università e la laurea

 

Milano - Solo il 7% degli studenti universitari si laurea negli anni di corso; il 25% riesce comunque a laurearsi. Ma il restante 75%, cosa ci fa all'Università ? Parcheggio. Le famiglie si sono formate negli anni del posto pubblico e del pezzo di carta, della corsa al voto come bollo di autenticazione per poi ottenere un impiego statale. La sicurezza economica, il "sistemarsi". Le Università europee sono però conformate in modo diverso e soprattutto meglio indirizzate verso il mercato del lavoro. L'Italia da poco ha introdotto profonde modifiche nel sistema scolastico, modifiche che rendono i professionali, le scuole superiori più interessanti per trovare lavoro. Qui si fa manualità, si lavora con i pc, si progetta, si creano professionalità concrete. Ma poi all'Università ? Adesso è stata inserita la laurea breve, considerata dai "baroni", una fase di stazionamento per posizionare i proprio collaboratori, ma sono degli stadi che a volte, come Ingegneria offrono difficoltà simili alla laurea completa e altre volte sono devitalizzate con corsi scadenti o con docenti demotivati. Resta il fatto che per molte famiglie italiane far studiare i propri ragazzi all'Università, spesso significa una spesa che varia tra i 12 e i 70 milioni annui; ma proprio non si può progettare meglio insieme un futuro ? da Milano, Leo Dominici

 

 

Emergenza rifiuti in Campania continuano le proteste

 

Napoli - Non si sa più dove mettere un milione di tonnellate di rifiuti che si moltiplicano nelle strade della Campania e l’aria è diventata irrespirabile . La gente non ne può più, e allora ecco che spuntano blocchi, manifestazioni, incendi. E c’è anche il rischio infezioni, di invasioni di insetti e ratti, e le condizioni igieniche possono peggiorare con l’arrivo del caldo estivo. Volontari della protezione civile e militari del genio tentano di ripulire le strade e spargono sull'immondizia prodotti disinfettanti per limitare i cattivi odori e per cercare di tenere lontani insetti e ratti. La situazione più difficile è a Pianura, soffocata dai rifiuti, qui si trova una  discarica che tra l'altro é stata posta sotto sequestro della magistratura. , ma i cittadini protestano e bloccano la strada d’accesso. Si cerca di portare via i rifiuti via mare, già due navi sono sbarcate in Sicilia ed in Sardegna, ma sono state accolte con proteste. Il presidente del consiglio Prodi ha nominato un supercommissario, l'ex capo della polizia, Giovanni Di Gennaro, ma la gente continua a protestare. di Caterina Lisciotto

Napoli - Le strade sono impraticabili, circolare non è certo semplice con tonnellate di immondizia sul ciglio della strada. I rifiuti rintracciati sono tossici. Sotto la discarica di Contrada Pisani, l’apertura della quale è categoricamente respinta, vi sono ossidi di azoto e acido solfidrico, sostanze nocive. Infatti l’accumulo della spazzatura negli anni ha avuto sulla popolazione un effetto negativo non indifferente. Le stime dell’Istituto Superiore di Sanità relative alla suddetta zona hanno mostrato che il tasso di mortalità si è alzato del 9% per gli uomini e del 12% per le donne. Le manifestazioni e i cortei, intanto, non hanno fine.  L’Asir (Associazione svizzera dei dirigenti e gestori degli impianti di trattamento dei rifiuti) sta trattando con le autorità napoletane e con Ginevra, Losanna, Berna e Zurigo. Anche la Lombardia è disposta a dare una mano,” a condizione naturalmente che per salvaguardare l’ambiente campano non venga corrotto quello lombardo”, come ha ribadito il governatore Roberto Formigoni. L’emergenza, dunque, resta. di Raffaella Caruso

Napoli - I rifiuti non raccolti, dopo settimane e settimane stanno sommergendo le strade di Napoli e dintorni, dando vita, ancora oggi, ad una serie di manifestazioni con blocchi stradali. Numerosi sono i casi di bambini che presentano infezioni intestinali a causa dei cumuli e di rifiuti che assediano le scuole. Ma l’emergenza rifiuti inizia già dal 1994. I rifiuti solidi urbani non sono raccolti perché le aree di smaltimento sono sature, in alcuni casi poste sotto sequestro dalla magistratura o bloccate da manifestanti locali, che ne rifiutano la presenza nei pressi delle loro abitazioni, quindi il risultato è la presenza per le strade della Campania, e soprattutto di Napoli, di cumuli disordinati e malsani di rifiuti che creano gravi rischi igienico-sanitari per le popolazioni locali, oltre a diversi problemi di ordine pubblico. Molte volte i rifiuti sono dati alle fiamme dai cittadini esasperati, da questi incendi si verificano emissioni di diossina e casi di intossicazione. A seguito dell'ennesima emergenza, la Procura della Repubblica di Napoli ha avviato un'inchiesta per epidemia colposa. di Carmen Spanò

Napoli - I “rifiuti” stanno diventando un problema con serie ripercussioni anche sull’economia nazionale. Diminuiscono le richieste di esportazione di prodotti tipici italiani e campani e i turisti disdicono le prenotazioni per le vacanze. Seri problemi si sono avuti in Sardegna a Cagliari quando un gruppo di ultras si sono dati appuntamento sotto casa del presidente della regione Renato Soru per protestare a causa della disponibilità data per smaltire i rifiuti di Napoli. “La mia scelta è stato un semplice gesto di solidarietà nazionale verso Napoli e la sua gente, messa in ginocchio dalla camorra”, ha commentato Soru aggiungendo “Rischio l’impopolarità? Se uno non ha il coraggio di affrontarla, allora è meglio che non faccia politica”. Matteo Salvini, capogruppo della Lega ha detto che nella partita Milan-Napoli di questa sera i tifosi rossoneri andranno allo stadio con i sacchi di spazzatura e li regaleranno ai napoletani affinché li portino a casa loro e li usino. Come afferma lo stesso Salvini “E se si offendono per questo invece di indignarsi per quel che succede nelle strade della loro città, pazienza. Noi confidiamo nel loro senso dell’umorismo”. di Chiara Filardi

 

Ecopass, a Milano per la mobilità sostenibile

 

Milano – Il provvedimento Ecopass per la mobilità sostenibile dà i primi risultati. Questa gabella non ammette, dunque, inadempienze. La registrazione delle targhe delle automobili avviene grazie a delle telecamere fisse e la multa é di 70 euro. Chi varca la Cerchia dei Bastioni prima delle 7,30 o se ha un'automobile romena o bulgara non paga. Infatti non tutti i Paesi europei ancora hanno le sigle ambientali “euro”. Secondo le previsioni di Palazzo Marino, entro il primo anno dall’attuazione del ticket antismog, sarà raggiunto il –10% di traffico e il –30% di polveri sottili. I provvedimenti colpiranno pure i motociclisti: dovranno infatti pagare anch’essi per accedere in via Lamarmora, corso di Porta Vigentina, via degli Olivetani e corso Magenta. La mobilità sostenibile è un obbiettivo di molte città. A Sondrio, un cittadino ha suggerito al sindaco che venga, almeno per un breve periodo, introdotto Ecopass anche nella città in questione. di Raffaella Caruso

 

Dopo le elezioni, ancora violenze in Kenya

 

Nairobi – Una nuova ondata di violenza si è accesa dopo le elezioni presidenziali del 27 dicembre 2007 nelle quali si sono scontrati il presidente uscente Mwai Kibaki e il leader dell’opposizione Raila Odinga. Kibaki. Si contano già almeno 500 morti. Gli scontri più duri ci sono stati negli slum di Nairobi, a Mombasa e a Kisumu. Già il 31 dicembre si contavano almeno 78 morti e il giorno dopo più di 30 persone sono morte in una chiesa date alle fiamme a Eldoret. Nonostante tutti i sondaggi dessero come vincitore Odinga e il suo Orange Democratic Movement, il conteggio dei voti ha riconfermato il presidente uscente, che un’ora dopo l’annuncio dei risultati, è corso a giurare per il secondo mandato. Odinga ha rifiutato di riconoscere il nuovo presidente e di conseguenza anche il governo da lui presentato a metà, per lasciare spazio agli esponenti dell’Odm. Il leader dell’opposizione aveva inoltre organizzato una grande manifestazione in piazza per il 3 gennaio che, rimandata a data indeterminata, non è riuscita e fortunosamente la situazione non è degenerata ancora. L’opposizione ha denunciato, assieme all’emittente televisiva KTN, il comportamento del governo, che aveva inviato ai seggi poliziotti travestiti da rappresentanti di partito con urne false piene di schede elettorali già votate. Lo stesso Samuel Kivuitu, presidente della commissione elettorale, ha ammesso: “Hanno esercitato su di me una forte pressione e mi hanno fatto vedere carte false. Credo di aver sbagliato”.

Raila Odinga. Kibakipolitico da sempre ai vertici della politica nazionale, fu ministro delle finanze del vecchio presidente Daniel Arap Moi, dal quale si allontanò nei primi anni Novanta per formare la National Rainbow Coalition (Narc) con cui vinse le elezioni del 2002, sconfiggendo il Kenya African National Union (Kanu), che era al potere fin dall’indipendenza del paese. Nei suoi cinque anni di presidenza ha reso gratuita l’istruzione elementare e ha portato un’economia rovinosa come quella lasciatagli da Moi ad una crescita annuale del 7% non riuscendo però a mantenere la promessa di eliminare la corruzione. Odinga, fino a qualche anno fa ministro per le strade e i lavori pubblici del governo Kibaki, aveva anch’egli abbandonato il Kanu per unirsi al Narc. Figlio di un eroe del nazionalismo keniano, scontò nove anni in carcere per essere stato coinvolto in un golpe contro Moi nel 1982. Considerato un agitatore aggressivo, ha prestato molta attenzione ai problemi dei più poveri, forse anche per motivi strumentali.
Per i media gli scontri tra le diverse fazioni sono di natura etnica. In effetti, Kibaki appartiene alla etnia Kikuyu mentre Odinga a quella Luo. Ma c’è chi non è d’accordo: “La base degli scontri è soprattutto di carattere economico” ha dichiarato Alex Zanotelli, missionario italiano in Kenya “i kikuyu, hanno una lunga storia di potere non solo politico, ma anche economico sin dai tempi di Kenyatta, poi continuata durante il regime di Moi; adesso i Luo, vogliono recuperare questo potere economico e certo non vorrebbero lasciarsi sfuggire l'elezione del presidente, che ritenevano a portata di mano”. In alcune zone, come le pendici del monte Elgon, ai confini con l’Uganda, le nuove tensioni si sono associate a quelle già esistenti per via dell’iniqua redistribuzione della terra, problema che è stato strumentalizzato dai politici locali. Solo qui negli ultimi mesi ci sono stati 300 morti e migliaia di sfollati. La situazione ha subito destato l’interesse internazionale. L’Ue e gli Usa hanno esortato i dirigenti politici keniani alla calma. Inizialmente determinati a non scendere a patti, Kibaki e Odinga, grazie al lavoro di John Kufuor, presidente di turno dell’Unione africana, hanno raggiunto un accordo: “Le parti hanno concordato di lavorare insieme con un gruppo di eminenti personalità africane capeggiate dal signor Kofi Annan” ha dichiarato Kufuor il 10 gennaio, aggiungendo: “e hanno concordato che dovrebbero finire le violenze e che dovrebbe cominciare il dialogo”. di
Antonio Sagoleo

 

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