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La Cina vieta all'Italia di ricevere ufficialmente il Dalai Lama Sono 255 i militari malati per l'uranio impoverito Gerusalemme, nuovi negoziati di Pace |
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Gerusalemme, nuovi negoziati di Pace
Gerusalemme -
Dopo sette anni ripartono i negoziati di pace tra israeliani e
palestinesi. Il 14 gennaio, circa un mese dopo la conferenza di
Annapolis, si sono incontrati il ministro degli esteri israeliano Tzipi
Livni e il negoziatore capo dell’Anp ed ex premier palestinese Abu Ala.
I colloqui, come ha precisato la Livni "occorre tenerli in una stanza
chiusa per non creare aspettative eccessive che rischierebbero di
generare poi delusione e violenza". Le due delegazioni dovranno
affrontare i problemi centrali del conflitto: i confini del futuro stato
palestinese, le colonie israeliane, la questione dei profughi e di
Gerusalemme e, non ultimo, il problema idrico. “Dall'inizio
dell'occupazione, Israele ha avuto il controllo completo di tutte le
risorse idriche in Cisgiordania e a Gaza.”. Ha dichiarato il leader
palestinese Marwan Barghouti, detenuto in una prigione israeliana, che
ha poi aggiunto, “Israele ha destinato ai palestinesi una quantità di
acqua pari ad un decimo di quella che ricevono gli insediamenti
israeliani nei territori palestinesi”. Il presidente palestinese Abbas
ha dichiarato che i palestinesi non accetteranno la posticipazione di
nessuna di queste questioni mentre il ministro degli esteri israeliano
ha assicurato che Israele non cederà il controllo di territori occupati
se prima non vi sarà una convincente autorità palestinese responsabile
per la lotta al terrorismo. Il presidente Bush ha dichiarato di essere
fiducioso e che i negoziati verranno conclusi entro la fine del suo
mandato. Ma sono in molti a rimanere scettici su questo processo di pace
che si sussegue ormai da anni e che ha visto incagliarsi molte e grandi
personalità. di Antonio Sagoleo |
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Gaza -
I palestinesi
hanno sfondato il
blocco imposto da Israele contro il lancio di razzi.
In
migliaia hanno superato il confine
con l'Egitto
aprendo brecce nel muro
con l'esplosivo.
Due
terzi della barriera di metallo e filo spinato sono stati distrutti da
migliaia di palestinesi che hanno superato il valico per rifornirsi di
cibo, medicine, carburante e altri beni essenziali. Hanno fatto
esplodere ordigni, aprendo diverse brecce, richiuse poi dalle forze di
sicurezza di Hamas, tutte fatta eccezione per due. I palestinesi sono
rientrati a Gaza con latte, sigarette e bottiglie taniche di benzina. Il
blocco, imposto di Israele era stato deciso in risposta ai continui
attacchi con razzi Qassam contro le città nei pressi del confine con la
Striscia. Martedì, dopo cinque giorni di chiusura dei valichi di
frontiera della Striscia di Gaza, Israele ha consegnato ai palestinesi,
dopo una serie di proteste e pressioni internazionali, un quantitativo
di carburante che avrebbe dovuto consentire alla centrale elettrica
della Striscia di funzionare per due giorni. Ma l'emergenza è rimasta,
mettendo anche a repentaglio il funzionamento delle emergenze
ospedaliere. di Rossi Herald
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