Spettacoli


Politica

Bangladesh, é emergenza umanitaria

La conferenza sul clima di Bali

Il rogo della Thyssenkrupp, sette i morti

Berlusconi fonda un nuovo partito e dice Si al Proporzionale

Veltroni, primo segretario del partito democratico


 

Bangladesh, é emergenza umanitaria

 

Dacca – E' emergenza umanitaria, adesso si temono epidemie di colera. E' insufficiente il cibo per centinaia di migliaia di sfollati. Proseguono a fatica le operazioni di soccorso dopo il passaggio del ciclone Sidr. Già 3.500 i morti accertati. Con il passare delle ore si fa sempre più pesante il bilancio delle vittime. La Mezzaluna Rossa, l'equivalente islamico della Croce Rossa, stima tra cinque e dieci mila i morti. Il governo ha dato ordine di bruciare precauzionalmente i cadaveri per evitare il diffondersi di epidemie. E' difficile raggiunge e le capanne dei villaggi isolati e portare i primi soccorsi.  Per aiutare gli sfollati, vengono paracadutati pacchi con alimentari e medicine. I danni provocati dal ciclone Sidr, che si è abbattuto sulla costa meridionale del golfo del Bengala, giovedì scorso, ha provocato ondate alte cinque metri e venti a 250 chilometri all'ora. E' il peggiore disastro per il Bangladesh, dal 1991, quando un ciclone e uno tsunami uccisero oltre 140.000 persone. di Ubai Rabui

 

E’ questo il peggiore uragano abbattutosi sul Bangladesh negli ultimi dieci anni. Il passaggio del ciclone Sidr nel Bangladesh ha provocato una tragedia che ora dopo ora assume contorni sempre più catastrofici. Si stimano tra i 5.000 e i 10.000 morti. Ma l’ organizzazione internazionale ”Save the Children” teme si possa arrivare addirittura a 15.000 morti. Sono quattro milioni i senzatetto, più di cento villaggi rasi al suolo e ancora isolati. Mancano all'appello 3.500 pescatori che si trovavano i mare su 150 barche. Adesso si temono la carestia, la sete e le epidemie. Il ministro degli Esteri del Bangladesh, Iftekhar Ahmed Chowdhury, ha detto che il paese, "ha urgente bisogno dell’ aiuto internazionale in questo momento di grave crisi". E mentre la principale organizzazione umanitaria del Paese, la Mezza Luna Rossa, lancia l’allarma epidemia, cominciano ad arrivare i primi aiuti internazionali dalle Nazioni Unite, Gran Bretagnae Unione Europea in prima fila. Stanno distribuendo: cibo, acqua e medicine a milioni di sfollati del Paese. Anche l'Unicef e la Caritas stanno distribuendo aiuti nelle zone maggiormente colpite dal disastro. di Miriam Cambareri

Dacca - Interi villaggi distrutti, barche e pescatori non ancora ritrovati, scuole rase al suolo, la produzione di riso, che rappresenta la maggiore fonte di sviluppo, è stata distrutta per cifre che riguardano il 90%, capi di bestiame morti per la pioggia e per le epidemie che velocemente si stanno formando in tutto il paese. Una catastrofe che si poteva in qualche modo limitare, per non dire evitare, quella provocata dal ciclone Sidr giovedì 15 novembre in Bangladesh. Le cifre provvisorie riportate dalle autorità parlano di circa 3.500 morti, ma il conteggio definitivo potrebbe far lievitare questa cifra fino a tre volte in più. Già due mesi, c0era stato un allarme terremoto.  Il quindici scorso, nuovo allarme, ma questa volta non é stato preso da tutti sul serio. Alle sei del pomeriggio, la catastrofe: Sidr, il ciclone classificato di categoria 4, con venti fino a 250 km\h e onde alte anche cinque metri. I territori colpiti si trovano tutti sulle rive del golfo del Bengala, nella parte meridionale del paese. La furia del ciclone ha distrutto i villaggi di cinque distretti: Patuakhali, Barguna, Barisel, Bagerhat e Pikojpur. Adesso c’è bisogno di acqua potabile, tende per coprirsi dal freddo della notte, cibo, vestiti, medicinali. Un milione di persone é stato salvato dall’intervento della Mezzaluna Rossa, la Croce Rosse asiatica, si sono rifugiati preventivamente in abitazioni in cemento e mattoni. Dagli aerei che avvistano villaggi con persone ancora vive vengono lanciate acqua e barrette energetiche a grande quantità calorica. L’assistenza è partita da tutti i paesi, ma ammette il Pam, l’agenzia dell’Onu che combatte la fame, che gli aiuti non basteranno per le zone colpite. Il rischio maggiore è il diffondersi di malattie, con i corpi delle persone e degli animali ancora in acqua, le difficoltà nel reperire medicinali, le cremazioni di massa. di Fabio Coluccio

 

La conferenza sul clima di Bali 

Roma – Dieci anni dopo il primo grande incontro mondiale sui mutamenti climatici a Kyoto, dal 2 al 14 Dicembre si è svolto a Bali un nuovo meeting dove si sono incontrati 10000 rappresentanti di 190 paesi di tutto il mondo. Almeno l’inizio del summit è partito con la buona notizia che ai paesi che avevano firmato a Kyoto si è aggiunta anche l’Australia, lasciando gli Stati Uniti sempre più soli nel non voler firmare. Ma poco prima della chiusura del summit, gli Stati Uniti, rappresentati da Paula Doubransky, attaccati duramente da Sudafrica a Papa Nuova Guinea hanno firmato il trattato. Una decisione dovuta perché 700 città e 25 paesi americani avevano già accettato il trattato di Kyoto, C’è chi dice che il merito è stato il nuovo premio Nobel per la Pace Al-Gore, o i live - heart. Ma più probabilmente è stato decisivo il G 8 svoltosi in Germania a giugno, con al centro il problema dei gas serra, chiusosi con la promessa di un nuovo Kyoto. E ancora di più le pressioni del segretario generale Onu che a settembre ha messo come principale obbiettivo nella sua agenda il problema clima, di Gerardine Frammartino

 

 

Il rogo della Thyssenkrupp di Torino, sono morti tutti e sette gli operai coinvolti nell'incendio

Torino - Sale a sette il bilancio delle vittime dell’incendio all’acciaieria torinese della Thyssenkrupp. Sono morti tutti e sette gli operai che erano stati ricoverati per l'incidente. E la procura ha acquisito documenti, in cui i dirigenti della Thyssen accusavano gli operai e i media di avergli rovinato l'immagine. Pronte le scuse dei vertici delle acciaierie tedesche. Drammatica la fine degli ultimi quattro ricoverati. All’ospedale Molinette é morto Rocco Marzo, 54 anni, il capoturno che insieme con i colleghi della linea 5 era stato investito dall’olio bollente. Era sposato e padre di due figli, uno di 26 e uno di 22 anni. Nell’incendio aveva riportato ustioni sull'80% del corpo. Più gravi le ustioni degli ultimi due operai rimasti in vita, Giuseppe Demasi, e Rosario Rodinò, entrambi di 26 anni. Il primo è ricoverato al Centro grandi ustionati del Cto di Torino e l’altro all’ospedale Villa Scassi di Genova. Il rogo alla ThyssenKrupp si era verificato nella notte fra il 5 e il 6 dicembre scorsi. Fu provocato, secondo quanto stabilito dalle perizie, dalla rottura di un manicotto in cui scorreva olio provocato da un principio di incendio. Alla Thyssen dicono che si occuperanno delle famiglie degli operai morti. Ma le morti bianche continuano ad uccidere. di Giovanna Votano

 

Torino - "Assassini, bastardi, ridatemi mio figlio" e "Dov'erano gli estintori?". In testa al corteo, il padre di Bruno Santino, uno degli operai morti nel rogo della Thyssenkrupp, mostrando una pagina di giornale con la foto del figlio, ha urlato il suo dolore. Fischi anche contro Bertinotti e i sindacati alla manifestazione di protesta dopo l'incidente nell'acciaieria che ha provocato la morte di quattro operai e il ferimento di altri tre, che versano ancora in gravi condizioni. Sciopero di 8 ore e corteo, guidato dagli operai. Bertinotti ha detto che "bisogna che si guadagni la consapevolezza che è proprio necessaria una svolta sulle morti bianche". La magistratura torinese ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo, disastro colposo e lesioni colpose, ma non si ha conferma di iscritti sul registro degli indagati. La Thyssenkrupp ha fatto sapere in una nota che, "le cause precise dell'incendio sono tuttora in corso di accertamento e, al momento, non c'è alcuna conferma che, all'origine dello stesso, vi sia la violazione di standard di sicurezza". Si difendono i dirigenti delle acciaierie e nella nota si legge anche che "nonostante la produzione dello stabilimento torinese sia progressivamente diminuita a solo il trenta per cento delle sue capacità produttive la Thyssenkrupp Acciai Speciali Terni non ha mai smesso di effettuare la manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti del sito torinese". Il governo ha deciso che le leggi che ci sono sulla sicurezza nelle fabbriche vanno bene, ma bisogna che siano rispettate. Saranno però aumentate le ispezioni in fabbrica e svolti controlli più rigidi. di Giovanna Votano

 

 

Berlusconi lancia un nuovo partito e dice Si al proporzionale

 

Roma - Berlusconi disponibile alla Grande Coalizione con il partito democratico di Veltroni e alla riforme. "Si al Proporzionale, il bipolarismo é superato". Così Silvio Berlusconi ha presentato il nuovo partito delle Libertà o del Popolo delle Libertà e si é detto disponibile ad incontrare Veltroni per discutere la riforma elettorale. Il leader dei Democratici ha definito, “positiva la disponibilità al dialogo, ma senza condizioni”. Berlusconi si dice sotto shock per quegli otto milioni di italiani che hanno sottoscritto la campagna di Forza Italia per tornare al voto. Sì dunque ad una nuova legge elettorale, Si al dialogo con tutte le forze politiche interessate, a cominciare dagli alleati. Le reazioni più negative vengono invece proprio dal centrodestra. Alleanza nazionale non confluirà nel nuovo partito delle Libertà, per Fini, "quello di Berlusconi é solo un colpo di teatro". Anche la posizione dell' Udc non cambia, con l'eccezione di Carlo Giovanardi. Ma Cesa apprezza che anche Berlusconi sia arrivato a chiedere la riforma elettorale alla tedesca. e Maroni per la Lega ha ribadito “a noi interessano le riforme con chiunque ce le garantisca, destra o sinistra”. Neanche i repubblicani di Nucara intendono  entrare nel nuovo partito. da Roma, Danila Bellino

 
 

 


Veltroni, primo segretario del partito democratico

Roma  - Un plebiscito, tre milioni  e trecentomila votanti piu' di qualsiasi aspettativa, e poi oltre il 75% delle preferenze per il sindaco di Roma. Poi Rosy Bindi con il 14,04%, Enrico Letta con il 10,14%; Mario Adinolfi con lo 0,13% dei consensi e Piergiorgio Gawronsky lo 0,06%. Il giorno dopo Prodi ripete, "non ci sarà alcun rimpasto di governo", Il nuovo segretario, Veltroni, ha spiegato come la decisione di fare le primarie “è stata una scelta originale, unica in Europa, ma anche un’incognita, ma alla fine è stato un giorno fantastico per la democrazia”. Per Rosy Bindi, “tante persone hanno voglia di impegnarsi e forse senza questa nostra fatica, non sarebbero neanche state intercettate”. Soddisfazione anche per D’Alema, secondo cui “quella del quattordici ottobre sarà una data storica". Sorride anche Fassino, “c’è un’altissima partecipazione alle urne, c’è tanta gente che crede in questo progetto, è il segnale di una passione civile e politica, oggi è una festa per la democrazia”. Dalla sinistra radicale i toni sono più moderati, “è un antidoto contro l’antipolitica”, ha detto Fausto Bertinotti, mentre per Fabio Mussi “il partito democratico da solo non andrà da nessuna parte”.  Casini stronca gli entusiasmi, “questo partito dovrà chiarire se sta con la sinistra estrema o con i moderati e i riformatori”, prendendosela poi con il sindaco di Roma, “Veltroni dovrà dirci se sta con i trecentomila studenti che dicono no agli esami di riparazioni o con il ministro Fioroni”. Le prime code si sono formate già alle dieci di mattina. Si é votato anche in Australia, Stati Uniti, Canada e in internet. La notizia che in molti seggi, nelle Marche, in Campania, sono finite le schede nel pomeriggio e si è dovuto correre a fare delle fotocopie, rafforza l’idea che la giornata sia andata al di là delle migliori aspettative. Ogni seggio, tante storie. Maria è venuta a votare per il sindaco di Roma, “io voglio dargli una mano a Veltroni, e a quelli che stanno nella lista con lui, mi sono alzata apposta, anche perché, e chi lo vuole più Berlusconi?”. Parla con una coppia calabrese che è qui in vacanza e si chiede se è possibile votare fuori sede, “vengo a votare più volentieri che alle elezioni normali”, dice Giovanni, cosentino, capelli bianchi e sorriso contagioso, “almeno qui ognuno è convinto di quello che fa, di cosa vuole dalla politica”. E’ così sicuro dell’importanza del voto che presta due euro a una ragazza venuta senza spiccioli. Marco, manager in carriera, guarda dappertutto, “vivo in questo quartiere da più di cinque anni e non mi ero mai accorto che qui c’era una scuola d’arte, molto meglio che andare a votare nelle scuole”.  da Roma, Danila Bellino

 
 

Spettacoli