Spettacoli
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"Espiazione", il coraggio di confessare le proprie colpe Il trentennale della morte di Charlie Chaplin Los Angeles : niente cerimonia di consegna dei Golden Globe |
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Roma - Presentato come film d’apertura e in concorso alla 64° edizione del festival del cinema di Venezia, “Espiazione” di Joe Wright, già regista di “Orgoglio e Pregiudizio”, vuole spingere il pubblico a riflettere su quanto sia difficile confessare le proprie colpe. Il film narra la storia di un terribile errore commesso, delle sue conseguenze e dell’estenuante voglia di poter tornare indietro per cambiare le cose. Coinvolgente e drammatico, il regista ci racconta il doloroso percorso della protagonista, appunto l'espiazione attraverso tre momenti fondamentali dell'esistenza di Briory Tallis. La storia é ambientata nel 1935. Briory è una ragazzina di tredici anni, scrittrice in erba, dotata di fervida immaginazione. Ed è proprio questa sua accesa fantasia che la porta a denunciare Robbie Turner, fidanzato della sorella Cecilia, che finisce in carcere. Cinque anni dopo, in piena guerra, Briory consapevole della sua colpa, decide di incontrare la sorella e Robbie per ammettere il suo sbaglio e rimediare. Nell’ultima parte del film, Briory è un'anziana scrittrice di successo, che sta per concludere la sua carriera con l’uscita del suo ventunesimo libro intitolato “Espiazione”. E’ un’autobiografia nella quale finalmente ammette tutti i danni e il dolore che una stupida bugia da ragazzina ha provocato. di Gerardine Frammartino |
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New York - Charles Chaplin a trent’anni dalla morte. Morì infatti la notte di Natale del 1977, a 88 anni. Costruì la sua maschera comica e melanconica di Charlot su quella del vagabondo. Vestito con una giacchetta e con scarpe e pantaloni di qualche misura più grande della sua, aveva degli inconfondibili baffi, una bombetta per cappello e un bastone da passeggio. Camminava ondeggiando dolcemente quasi a voler rappresentare l’emotività sentimentale e il “malinconico disincanto” di fronte alla spietatezza della civiltà moderna. Tra i suoi film più famosi “Il monello”, diretto ed interpretato da lui, che lo consacrò una star, forse una delle più apprezzate di tutti i tempi dal cinema hollywoodiano, poi "Tempi moderni", in cui descrisse il sistema infernale della fabbrica tayloristica, "Il vagabondo", "Luci della ribalta" e “il grande dittatore” dove rivestiva i panni di un’ Hitler un po’ diverso da come la storia c’è lo ricorda. Nella sua carriera produsse più di novanta film e vinse tre premi Oscar. Nel 1929 fu il più giovane regista ad aver mai vinto questo premio; il secondo nel 1972 alla carriera e il terzo nel 1973 per la miglior colonna sonora. Londinese, nacque il 16 Aprile 1889 d aun guitto del Music Hall, Charles Chaplin Senior guitto di music hall, e la madre Hannah Harriette Hill cantante. Fu proprio quest’ultima che trasmise a Charles l’amore per il palcoscenico. Nel 1896, al debutto, sostituì la madre, che fischiata dal pubblico fu costretta ad andarsene. Nel 1900 ottenne grazie all’aiuto del fratello Sidney la parte del gatto nel musical "Cinderella"; fu qui che nacque l'idea della maschera del vagabondo. di Chiara Filardi |
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Remy il topolino che fa impazzire il pubblico
Roma - "Ratatouille" é una storia intelligente, originale e creativa che farà ridere moltissimo i bambini ma che conquisterà anche gli adulti. E' una storia che diverte toccando temi non banali come la volontà di affermare se stessi, l’importanza della famiglia e soprattutto apprezzare la vita, gustandola e assaporandola lentamente. Il protagonista é Remy, un topolino della campagna francese che vive insieme al padre, al fratello Emil e a tutta la loro colonia, Ma come il gabbiano Jonathan Livingstone, non si accontenta di quello che ha, né di quello che è, vorrebbe di più. Remy ha un talento naturale per la buona cucina e il suo sogno impossibile è quello di diventare un cuoco in un ristorante a cinque stelle. Così si trasferisce a Parigi, nei sotterranei di uno dei più importanti ristoranti della città che porta li nome del suo chef preferito:il famoso Auguste Gusteau. Il motto di questo chef: “chiunque può cucinare”; è quello che ha ispirato Remy per tutta la vita, ma appena arrivato al ristorante capisce che emergere nella professione può essere decisamente pericoloso se si hanno dei baffi e una coda. Per Remy la vita è dura. Nel momento in cui i suoi sogni sembrano sul punto di andare in fumo, trova un amico, Linguini, l’addetto alle pulizie. Remy rifinisce la zuppa fatta da Linguini e crea un nuovo fantastico piatto. Così Linguini diventa famoso. I due protagonisti vivono un’incredibile avventura fatta di svolte comiche e di sviluppi emotivi. di Miriam Cambareri
Titolo originale: Ratatouille |