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Il Giardino Mediterraneo
Mappe e Percorsi
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Sin delle prime mappe vengono riportati in territorio di Archi, a nord di Reggio, il sito di Posidonium e del Neptuni Fanum. Segno del porto di Archi dedicato a Posidone e poi a Nettuno, dio del mare. Era posto nel bosco sacro, alla fine della via Popilia, dopo Columna Rhegina ed era l'ingresso da nord della città.
Mappa del Weigelio (1650) che riprende gli antichi itinerari romani Contro il pericolo
militare islamico, i bizantini prima e i normanni dopo installarono, intorno a
Reggio, una rete difensiva di triangolazioni ottiche improntata su typika
(monasteri, romitaggi), kastra (borghi fortificati) e kastellia (fortilizi).
In posizione strategica, su una collina tra il Malavenda e il Rosignolo, lungo
la direttrice dal monte Chiarello allo Scaccioti fu insediato il typikon di S.
Antonio con funzione religiosa, economica e militare. I normanni rafforzarono la
posizione con l’aggiunta di una torre. Il typikon di S. Antonio, i kastra e i
kastella di Motta Anomeri, Mesa e Motta Rossa costituivano la difesa
settentrionale di Reggio contro gli arabi.
La Torre di Pindimeli a pianta quadrata davanti Messina (Braun Hogemberg, 1572) Nel 1552, il pittore olandese Pieter Bruegel, in visita a Reggio, fu testimone e spettatore del saccheggio che i turchi fecero nella città e nei suoi paraggi e ci ha lasciato una celeberrima tela Il Trionfo della morte (1562 ca., Prado, Madrid). La Torre di Pentimele incendiata dai Turchi nel 1558; appare semi nascosta dal promontorio, dietro una ricca vegetazione. I colori sono bruni, i toni accesi, in primo piano scene di morte e sullo sfondo la torre di Pentimele, e Reggio in fiamme. Un’immagine apocalittica, che non rassicurava la Cristianità. Sempre nel Cinquecento, la carta panoramica della Città di Messina (1572) di Braun e Hogemberg mostra, sulla costa reggina, proprio davanti il grande porto siciliano, la Torre di Pentimele, a metà strada tra la città di Reggio e la fortezza di Lacatona; non è rappresentata invece la torre di Gallico. La torre è un po’ diroccata in alto per gli attacchi dei turchi Dragut e Mustafà, sul lato monte presenta una finestra in alto e un ingresso a piano terra.
La Torre di Pindimeli a pianta quadrata e diroccata (Giusta, 1783) Una carta panoramica (1783)
post terremoto di Francesco Gusta che riprende il disegno di Braun e Hogemberg
riporta, ancora davanti al porto di Messina, la Torre di Pentimele più grande,
ma sempre un po’ diroccata stavolta evidentemente per il terremoto (come nel
Cinquecento nella parte alta, con la porta e stavolta due finestre lato monte).
In una litografia (1782), Jean Houel mostra il promontorio posidoniate, la foce
del Torbido e la Torre di Pentimele, sullo sfondo la Sicilia e l’Etna fumante.
E’ evidente la collocazione della torre a sinistra del promontorio e della sua
florida vegetazione. La Torre è in ottimo stato, non è molto alta, ha un corpo
cilindrico, un grande diametro, le caditoie e l’ombreggiatura ne suggerisce la
scarpa, secondo la tipologia vicereale. Accanto ha un torrioncino più piccolo e
più basso, costruito con lo stesso materiale e la stessa tecnica della Torre e
rivolto verso nord est. La Torre è posta sulla spiaggia, a sinistra del Torbido,
dove sta approdando una barca di pescatori; nonostante la prospettiva è
possibile notare un veliero attraccato alla rada tra il promontorio e la Torre,
che era infatti al centro della spiaggia, un po’ discosta verso sud rispetto al
promontorio (non può essere quella di Gallico perché quest’ultima era collocata
a destra del fiume dove oggi c’è la località Limoneto).
La Torre di Pindimeli segnata nella carta di Hackert (1789) Nella litografia (1785-1789)
di Filippo Hackert, Pentimele, dopo il terremoto, è vista dalla marina di
Reggio, dal forte di San Francesco. Sono visibili i velieri alla rada di
Pentimele e due linee di abitazioni; Pentimele sul mare e San Giovanni più
vicino alle colline.
La Torre di Pindimeli a pianta cilindrica e il ponte sul Torbido (Senape, 1830) A fine Ottocento, Carlo
Guarna Logoteta ricordando la battaglia del 1808 diceva del sito
“ (...) Pentimeli, ove si apre un sicuro seno a circa un miglio sulla dritta
della città, difeso allora da due fortini sorgenti sui lati”
Con il ritorno dei Borbone, abbattuta la Torre di Pentimele, sulla spiaggia, a
destra del Torbido, fu eretta con le sue fondazioni, un po’ più a sinistra, la
palazzina di una Batteria da costa (1820) alla Dogana del porto di Pentimele.
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